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Regolamento

Il progetto di Cna Toscana
di certificazione del Disciplinare Etica e Pmi

Analisi di contesto generale

Il tema della RSI e della sua diffusione nel sistema delle PMI e delle imprese artigiane, costituisce un aspetto rilevante per la promozione dello sviluppo sostenibile e della qualità del lavoro.  La Toscana da anni sta dando evidenza di un forte impegno in materia di RSI, grazie soprattutto al ruolo particolarmente attivo e propositivo della Regione.
CNA Toscana come associazione di categoria, e CRT-Cna come società di servizi del sistema Cna, si sono impegnate fin dall’inizio in modo particolarmente attivo nella promozione di strumenti di RSI, in particolare per quanto riguarda la certificazione Sa8000.
Crt – Cna (www.crt.toscana.it) infatti, non solo ha maturato negli anni esperienza in materia di consulenza relativa a sistemi di gestione (qualità, ambiente, responsabilità sociale), ma dal 2006 si è certificata Sa8000 ed sviluppato una serie di progetti in ambito responsabilità sociale di impresa  in collaborazione con la Regione Toscana, tra cui (www.sa-rete.it). Cna Toscana, da anni, attraverso personale esperti di Crt – Cna , fa parte della CER (Commissione Etica Regionale)
Tale impegno risulta oggi ancora più motivato dalla delicata congiuntura economica attraversata dal Paese.
In Toscana, tutti i settori produttivi hanno visto, in questi anni diminuire in maniera sensibile il fatturato In particolare la contrazione è stata assai significativa nei settori: tessile, pelle e cuoio, moda, servizi, manifattura ed edilizia. 
Si tratta di settori molto radicati nel territorio regionale, nei quali il calo delle vendite ha determinando non solo un contraccolpo economico e finanziario sulle imprese artigiane, ma anche e soprattutto un effetto psicologico di disorientamento.
Se è vero che i motivi della congiuntura negativa possono essere principalmente ricondotti ad un insieme di fattori esterni, legati ad uno stato di recessione generale, gioca un ruolo non secondario anche la crisi di un modello di imprenditoria artigiana che, pur contenendo al proprio interno tutti gli elementi necessari per poter svolgere un ruolo di rilievo nel contesto socio-economico e territoriale di riferimento, necessita di essere ripensato e riorganizzato.
Tutto ciò rende quindi urgente la necessità di riprogettare il modo di fare impresa, ridefinendo le strutture organizzative ed i ruoli aziendali, le procedure operative e i rapporti con la catena di fornitura. Questo impulso al cambiamento, ancorché faticoso ma indispensabile per superare la crisi, rappresenta un’opportunità unica per assumere la RSI quale criterio guida nella gestione del cambiamento organizzativo.
Promuovere e sostenere i comportamenti di responsabilità sociale nelle imprese artigiane e nelle PMI determina inoltre, a nostro giudizio un modo per rafforzare l’efficacia di interventi e servizi presenti nel sistema di welfare e di promozione e, di questa ricaduta, le aziende hanno attualmente estrema necessità.

Descrizione contesto settoriale

Decidere di assumere la RSI quale criterio guida per la gestione del cambiamento organizzativo, implica ovviamente la necessità di scegliere degli strumenti operativi che siano adatti, in termini di chiarezza e facilità di applicazione, ad un contesto di riferimento costituito principalmente da piccole aziende.
L’esperienza maturata sul campo dal sistema Cna Toscana, mostra come le piccole aziende incontrino spesso difficoltà di carattere culturale, organizzativo ed economico nell’applicazione di standard normativi complessi (ad es. SA 8000, norme ISO ecc….), e ciò è sovente motivo di rinuncia e di “frustrazione” dell’imprenditore che avrebbe, al contrario, la giusta motivazione per “fare qualcosa di più”.
Ne consegue che il modello assunto a riferimento deve essere semplice, comprensibile e adattabile al cliente, che non deve percepire il cambiamento come l’imposizione di uno standard elaborato da altri, ma come una decisione autonoma e convinta.
Giova ricordare inoltre che le imprese artigiane e le PMI, spesso applicano al loro interno comportamenti socialmente responsabili che vengono assunti (più o meno consapevolmente) quale leva di sviluppo necessaria per poter dialogare con il proprio territorio e sfruttare al meglio tutte le opportunità e le competenze.
Si parla spesso, infatti, di una “responsabilità sociale nascosta”, indicando comportamenti ed attività che la piccola impresa ha difficoltà a rendere noti, far emergere, ma che quotidianamente applica, ed opera.  Diventa quindi ancora più urgente e significativo aiutare l’imprenditore a valorizzare tali comportamenti, fornendogli gli strumenti organizzativi per farlo, sia per renderlo consapevole dell’importanza che essi hanno per il contesto in cui opera l’azienda nonché per la sua attività, sia per procedere ad una rivisitazione dei vari processi aziendali in chiave con finalità di RSI. 
Ulteriore requisito per promuovere un cambiamento complessivo della piccola impresa, è quindi la disponibilità di un modello che, per quanto semplice e comprensibile, sia in grado di coniugare, in modo efficace, responsabilità e competitività prendendo in considerazione tutti i principali comportamenti aziendali, e quindi tutti i possibili ambiti di azione in cui si muove l’impresa con riferimento a tutti i portatori di interesse, integrando in tal modo, in un unico sistema di riferimento, gli aspetti trattati dai diversi standard normativi internazionali.
E’ inoltre nostra convinzione che lo strumento adottato non debba collocarsi tra gli “n” codici etici, ossia strumenti di autoreferenzialità, ma debba “aprire le porte” delle aziende che vi aderiranno prevedendo anche verifiche di parte terza, ed avviando un percorso propedeutico per le imprese maggiormente strutturate all’adesione a standard normativi più complessi ed all’ottenimento delle rispettive certificazioni. 

Obiettivi del Progetto Etica e Pmi – Cna Toscana

Il progetto Etica e Pmi sviluppato da Cna Toscana che si estrinseca nella diffusione e nella verificabilità da parte terza del disciplinare Etica e Pmi attraverso la realizzazione di un regolamento di certificazione/validazione. Il progetto già sperimentato su 75 aziende toscane muove dall’individuazione di un modello aziendale di riferimento sui temi della Responsabilità Sociale delle Imprese (nel seguito RSI) e si è posto l’obiettivo di:

  • promuovere la diffusione e la comprensione del modello tra le imprese aderenti all’iniziativa
  • rendere il disciplinare verificabile da parte terza assicurando un sistema autonomo ed indipendente per la verifica dei risultati raggiunti evitando l'autoreferenzialità;
  • realizzare un marchio collettivo da associare al disciplinare
  • ottenere l'attiva e l'efficace applicazione del modello da parte delle imprese;
  • garantire lo scambio di informazioni, iniziative e buone pratiche fra le imprese aderenti e divulgare i risultati ottenuti anche all’esterno con l’obiettivo di diffondere la cultura della RSI. ‌

Il Disciplinare costituirà il principale strumento di implementazione dell’etica all’interno delle aziende artigiane;  esso è infatti volto a definire l’insieme dei principi a cui sono chiamati ad aderire le aziende essendo composto da un’introduzione, che contiene i principi generali (una sorta di “quadro valoriale” della CNA),  a loro volta declinati in una serie di articoli raggruppati in 4 macro-settori a cui l’azienda aderente deciderà di conformare i propri comportamenti:

  • Lavoro e Affari Sociali;
  • Mercato;
  • Comunità;
  • Ambiente ed Energia.

In ragione dei campi di applicazione il Disciplinare puo’ assumere anche una funzione propedeutica ad una futura implementazione (e certificazione) di Sistemi di Gestione, principalmente nell’ambito della Responsabilità Sociale (Sa8000), ma anche della Qualità (ISO 9001) e dell’Ambiente (ISO 14001), di grande utilità per le aziende di piccolissime dimensioni, ossia la maggior parte di quelle del nostro contesto economico e produttivo di riferimento.
Il progetto nasce infatti anche dalla consapevolezza maturata sul campo, delle difficoltà di carattere organizzativo ed economico nella implementazione dello standard Sa8000, e degli altri standard, che nelle piccole aziende sono spesso motivo di rinuncia e di “frustrazione” dell’imprenditore che avrebbe, al contrario, la giusta motivazione per “fare qualcosa di più”.

IL Regolamento di Certificazione

Il sistema di garanzia progettato riguarda le modalità per assicurare ai terzi l’effettivo impegno dell’azienda verso gli articoli di Responsabilità Sociale definiti nel Disciplinare ETICA PMI ed avviene secondo le modalità indicate nel regolamento stesso.
L’attività di verifica è svolta dal C.I.S.E., in qualità di ente terzo e indipendente
Tra CISE e Organizzazione che richiede l’accesso al sistema di garanzia si instaura un rapporto contrattuale che decorre dalla data in cui CISE riceve la richiesta di inserimento nel sistema  ed ha durata di 3 anni a partire da tale momento.
In questo periodo l’Organizzazione richiedente verrà monitorata attraverso il sistema dell’Osservatorio S.A.W. continuativamente e riceverà almeno un audit presso il sito aziendale nell’arco dei tre anni.
Al termine di tale periodo il contratto potrà essere rinnovato, dietro richiesta scritta dell’organizzazione.
L’eventuale rinnovo del contratto, data la maggior maturità del sistema, estenderà la durata della garanzia per ulteriori 4 anni alle medesime condizioni generali ed economiche. La Commissione è l’organo di controllo e indirizzo delle attività del Sistema di garanzia del Disciplinare Etica PMI e di essa fanno parte: un Rappresentante nominato dalla Commissione Etica Regionale, organismo multistakeholder della Regione Toscana, con funzioni di presidenza della commissione; un Esperto in materia di RSI individuato congiuntamente dalla Commissione Etica Regionale, dalla CNA Toscana e dal CISE; Un Rappresentante dei consumatori; un rappresentante della CNA Toscana; un rappresentante del CISE, con funzioni di segreteria organizzativa rispetto alle attività della Commissione.