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DICIPLINARE PER LA RESPONSABILITA’ SOCIALE DELLE IMPRESE

I REQUISITI DI RESPONSABILITA’ SOCIALE DELLE IMPRESE

LAVORO E AFFARI SOCIALI
Fermo restando che le organizzazioni che intendono volontariamente conformarsi al presente Disciplinare sono tenute, in via preliminare, all’osservanza di tutte le normative cogenti in materia di lavoro - lavoro minorile, inserimento di persone disabili, sicurezza sul posto di lavoro, libertà sindacale, formazione obbligatoria, mobbing, riservatezza – in un’impresa la RSI è legata alla qualità dell’impiego, all’istruzione e alla formazione lungo l’intero arco della vita, alla consultazione e alla partecipazione dei lavoratori, al tema delle pari opportunità, all’integrazione dei portatori di handicap e delle persone svantaggiate in genere, all’anticipazione delle trasformazioni industriali e delle ristrutturazioni. In un’ ottica socialmente responsabile, appare chiaro porre al centro delle politiche aziendali di sviluppo lavorativo la formazione. Più propriamente, l’approfondimento formativo lungo tutto l’arco di vita lavorativa dei dipendenti e dei titolari di un’impresa è un punto essenziale nelle crescita responsabile dell’azienda, delle sue attività, della
reputazione e del rapporto con il territorio. Partendo dal rispetto delle norme che disciplinano la gestione dei rapporti di lavoro, e che dovrebbero esser rispettate per poter proseguire con l’analisi di questo disciplinare, l’organizzazione è tenuta a:

Art. 1 – Formazione
Assicurare ai lavoratori l’istruzione e la formazione lungo tutto l’arco della vita e sostenere coloro i quali decidano di affrontare/concludere un ciclo di studi intervenendo nella pianificazione degli impegni lavorativi e formativi ed assicurando un buon equilibrio lavoro/formazione/tempo libero. Definire i bisogni di formazione attraverso partnership o forme di partecipazione dei responsabili locali che elaborano i programmi di istruzione e di formazione e convalidare l’esperienza precedente del lavoratore. Facilitare il passaggio dei giovani dalla scuola al mondo del lavoro attraverso la promozione del tirocinio, del training e della diffusione dell’apprendistato.

Art. 2 - Trasparenza
Garantire ai lavoratori un sistema di informazione aziendale aperto e trasparente, migliorando il circuito interno di comunicazione e di scambio, attraverso momenti di confronto ed informazione di diverso tipo.

Art. 3 – Pari Opportunità
Incrementare la valorizzazione della diversità delle risorse umane, le prospettive di carriera per le donne, l’assunzione di personale di minoranza etnica, anziani, disoccupati di lunga durata e persone sfavorite sul mercato del lavoro. Incentivare e preferire l’eventuale riconversione professionale, assistendola con adeguata strumentazione e servizi, in luogo della mobilità in caso di crisi aziendale.

Art. 4 – Conciliazione dei Tempi
Garantire attraverso scelte organizzative aziendali il giusto equilibrio tra lavoro e tempo libero, promuovendo gli strumenti di conciliazione definiti dalla legge e partecipando alle iniziative eventualmente promosse sul territorio dalle parti sociali.

Art. 5 – Trasferimento di competenze
Impegnarsi ad accrescere e sviluppare le conoscenze e le competenze dei componenti dell’organizzazione attraverso forme di responsabilizzazione del personale. Promuovere forme di tutoraggio dei giovani e di passaggio generazionale, favorendo sia il ricorso a forme di mentoring e di affiancamento dei giovani dipendenti sia percorsi di trasmissione di impresa a non eredi da parte del titolare. 

 

MERCATO
Il modo in cui le imprese operano sul mercato costituisce un indicatore essenziale del grado d’integrazione delle problematiche sociali ed ambientali nella struttura organizzativa e nel processo decisionale. Attività commerciali come la distribuzione dei prodotti, la gestione dell’approvvigionamento, il marketing e la pubblicità, la determinazione dei prezzi e le pratiche di vendita, dovrebbero riflettere l’impegno dell’impresa sotto il profilo dell’applicazione di “buone pratiche”. Sul mercato le aziende interagiscono con tre tipologie di soggetti esterni: clienti ed associazioni di consumatori, fornitori e soci d’affari, investitori ed azionisti. A fronte di ciò, le organizzazioni dovrebbero:

Art. 6 – Processi Produttivi
Controllare i propri processi produttivi e garantire la conformità dei prodotti/servizi realizzati ai requisiti specificatamente richiesti, attraverso una pianificazione delle attività dalla produzione alla vendita e utilizzando opportuni metodi.

Art. 7 – Responsabilità verso i clienti
Curare il rapporto con ogni tipo di clientela, controllando la capacità di assolvere ai propri impegni e informando adeguatamente ed in maniera completa e comprensibile circa le caratteristiche del prodotto/servizio offerto.

Art. 8 – Coinvolgimento della filiera di fornitura
Sensibilizzare e coinvolgere i propri fornitori in materia di RSI, scegliendo gli stessi anche in base alla capacità di soddisfare gli elementi del presente Disciplinare e non solo attraverso procedure concorrenziali dei bandi di gara. Lavorare in stretta collaborazione
con i partner commerciali.

COMUNITÀ
La comunità rappresenta indubbiamente un riferimento essenziale per le PMI che nella maggior parte dei casi operano nei mercati locali. L’investimento nella comunità (impegno volontario a beneficio della comunità e dell’impresa) assume varie forme. Gli strumenti più utilizzati consistono in ore di lavoro di proprietari/dirigenti dedicate a titolo gratuito ad attività di natura sociale (volontariato), iniziative volte a favorire la rigenerazione economica o l’integrazione sociale, donazioni di diverso tipo. Particolare riferimento può essere fatto all’inclusione nell’organico aziendale di persone disagiate. Le motivazioni che spingono ad essere coinvolti nei problemi della società sono diverse:
• un senso di responsabilità e di attenzione sociale di natura genericamente “etica” che risponde alle aspettative dei componenti della società;
• la convinzione che nel lungo periodo le aziende abbiano interesse a favorire lo sviluppo di una comunità responsabile e delle migliori condizioni di lavoro;
• la consapevolezza che interventi nella comunità tali da coinvolgere dipendenti, clienti e fornitori possono apportare vantaggi diretti mediante l’aumento della redditività, il miglioramento dell’immagine dell’azienda, la crescita del morale dei dipendenti, la fidelizzazione della clientela o l’approvvigionamento di mercati
sottoserviti.
Le imprese sono pertanto chiamate a:

Art. 9 – Promozione dello sviluppo imprenditoriale
Sostenere l’integrazione sociale e la civile convivenza come elementi essenziali e fondanti lo sviluppo economico ed occupazionale di un territorio, al fine di un continuo accrescimento della qualità della vita dei cittadini dello stesso. Promuovere lo spirito imprenditoriale nella regione, nel contesto e nella comunità ospitante: es. programmi di assistenza nei confronti dello start up e delle PMI locali, assistenza alle imprese più piccole per la redazione di relazioni o per la diffusione di attività in materia di RSI. Facilitare forme di spinn-off di microimpresa. Sostenere il passaggio del lavoratore dipendente ad autonomo, anche attraverso outsourcing o commesse garantite.  

Art. 10 – Diffusione della cultura della Rsi
Diffondere la cultura della RSI, attraverso la partecipazione a programmi o azioni di comunicazione e coinvolgimento da parte delle istituzioni del territorio o di enti simili.

Art. 11 – Soggetti svantaggiati
Favorire l’inserimento professionale delle categorie svantaggiate provenienti dal disagio sociale (ex detenuti, ex tossicodipendenti, persone seguite dai servizi sociali, etc.) direttamente o attraverso l’adesione e la promozione di piani di avvicinamento al lavoro sviluppati e gestiti da istituzioni territoriali. Reclutare “tra gli esclusi”, fornire strutture di custodia per i figli dei dipendenti stringendo partnership locali.

Art. 12 - Liberalità
Sostenere e promuovere, attraverso donazioni, elargizioni, liberalità o attraverso la partecipazione continua a progetti di socialità e sviluppo, attività, iniziative e associazioni che abbiano scopi di utilità sociale nel campo della solidarietà, della cultura, dell’istruzione, dello sport, della ricerca e dell’innovazione. Favorire la formazione professionale complementare.

AMBIENTE ED ENERGIA
Il rispetto per l’ambiente è una delle basi fondanti il concetto di sviluppo sostenibile che gode il pieno appoggio dell’Unione Europea, e che tratta dell’equilibrio tra crescita economica, integrazione sociale e salvaguardia di un ambiente sano a beneficio delle future generazioni. La politica ambientale ed energetica di una azienda deve rispondere a diversi attori sociali: all’interno i proprietari ed i dipendenti, all’esterno gli investitori, le ONG, i cittadini ed i consumatori oltre che le autorità pubbliche. E’ sempre più evidente l’impegno delle Istituzioni nazionali e sovranazionali riguardo alle tematiche relative all’ambiente ed al rispetto dello stesso oltre che all’energia ed al risparmio energetico. Nell’ottica del rispetto del Protocollo di Kyoto firmato dalle nazioni appartenenti all’UE e ad un quadro sempre più chiaro di sviluppo in senso sostenibile delle politiche nazionali, appare necessario per le imprese perseguire attività che migliorino il rapporto con il territorio riuscendo a porre un’ottica futura alle proprie politiche aziendali. Il risparmio energetico diviene quindi un elemento fondamentale, utilizzabile come doppia leva: sociale, per il rispetto dell’ambiente, del territorio e delle generazioni future ed economica, nel risparmio immediato di risorse finanziare dedicabili ad investimenti in ricerca e sviluppo di nuove attività, nell’impegno sociale o comunque in azioni che incrementino la reputazione aziendale e, di conseguenza, territoriale.

Art. 13 – Gestione dell’impatto ambientale
L’impresa dovrebbe essere in grado di garantire un controllo delle problematiche ambientali, onde ridurre gli impatti e migliorare le prestazione ambientali, individuando tutte le attività influenti su aspetti ambientali significativi e sulle quali può esercitare un controllo, definendo specifici obiettivi per ridurre tali impatti, pianificando le strategie per il loro conseguimento e ponendole in atto.

Art. 14 – Risparmio energetico e delle risorse naturali
L’impresa dovrebbe inoltre adoperarsi e porre tra gli obiettivi prioritari della propria gestione, il risparmio di energia, di calore, di acqua, l’utilizzo di fonti energetiche alternative, l’utilizzo di materiali eco-compatibili, il riciclaggio dei rifiuti ed il riutilizzo di materiali.

Art. 15 – Approccio complessivo allo sviluppo sostenibile
La sensibilizzazione della comunità, del territorio e del proprio mercato di riferimento circa le tematiche relative allo sviluppo in senso sostenibile delle attività, nonché la partecipazione ad interventi di formazione dei componenti la struttura dell’organizzazione per lo sviluppo di una gestione aziendale sostenibile, dovrebbero diventare elementi importanti nella programmazione delle attività dell’organizzazione.